giovedì 20 febbraio 2014
martedì 11 febbraio 2014
Corsi di Perfezionamento o Formazione o come li si vuole chiamare imposti dal D.M. 269/10
In questi giorni ho letto di un'interessante iniziativa dell'investigatrice/ perito fonico Flora Caruso in materia di Corsi di Perfezionamento imposti dal D.M. 269/10.
La Caruso pone un quesito di seguito riportato e scaricabile al link:
Quesito inviato al MIUR, Ministero dell'Interno, Italdetectives Association, Federpol, Conipi...
... OGGETTO: Corsi di perfezionamento ai sensi del DM 269/2010 ai fini dell'adeguamento delle licenze prefettizie
La sottoscritta Flora CARUSO, titolare di licenza prefettizia n. 0040997/41.01 del 05/08/2008 rilasciata dalla Prefettura di Cosenza, relativamente a quanto in oggetto e tenuto conto delle disposizioni contenute nel DM 269/2010, pone alla cortese attenzione delle S.V. Ill.me quanto segue:
Il comma 5, dell'allegato G, del DM 269/2010 prevede la partecipazione a "corsi di perfezionamento teorico/pratico in materia di investigazioni private ad indirizzo civile, penale o di informazioni commerciali, organizzati da strutture universitarie o da centri di formazione professionale riconosciuti dalle Regioni e accreditati presso il Ministero dell'Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, secondo le procedure da questo individuate" riferito investigatori privati in possesso di titolo di polizia da meno di cinque anni e sprovvisti di laurea triennale.
Con la successiva circolare n. 557/PAS.10974.10089.D (1) REG dell'11 giugno 2012, il Ministero de quo fa riferimento alle disposizioni contenute "nei DD.MM. n. 509/1999 e n. 270/2004 in merito all'attivazione da parte delle Università di Master di I° e II° livello ai quali, così come inciso dalla circolare stessa, si accede rispettivamente con la laurea o laurea specialistica magistrale". Nel caso di specie, il Ministero non ha individuato le procedure di accreditamento per i centri di formazione professionale riconosciuti dalle Regioni al fine di erogare Corsi di Formazione Professionale erroneamente chiamati Corsi di Perfezionamento, (questi ultimi riservati esclusivamente ai possessori di Diploma di Laurea), rivolti agli investigatori privati non in possesso dei titoli di studio necessari per accedere alla formazione universitaria così come chiarito dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR) relativamente agli stessi, definendoli quali "corso di perfezionamento ed aggiornamento professionale ai sensi dell'art. 6, comma 2, lettera c) della Legge 341/90", nonchè secondo il Quadro dei Titoli Italiani del 2010 (QTI) "Diploma di Perfezionamento erogabili a possessori di Diploma di Laurea".
Nella fattispecie, la sottoscritta chiede se i corsi sostenuti a tutt'oggi dagli investigatori privati presso gli Atenei, soddisfino sia i requisiti previsti dalla norma indicata in oggetto, sia quanto disposto dalle norme del MIUR e sia per durata e contenuto, o siano da ritenersi solo come meri corsi di aggiornamento precludendo di fatto l'adeguamento richiesto dall'enunciato normativo.
La sottoscritta, altresì, rivolgendosi alle Associazioni di Categoria indicate in indirizzo chiede: come mai non hanno prestato la dovuta attenzione a quanto stabilito e contenuto nel DM 269/2010 e relativa Circolare Ministeriale dell'11/06/2012 comparato a quanto stabilito e contenuto nella Legge 341/90, art. 6, comma 2, lettera c) e Quadro dei Titoli Italiani del 2010? E' risaputo che uno dei primi obiettivi che si prefigge una qualsiasi associazione di categoria sia proprio quello della tutela dei propri associati e professionisti tutti.
Infine, la sottoscritta si auspica che a far data dal 16 marzo p.v., data ultima per l'adeguamento alla norma, la professione dell'investigatore privato sia almeno riconosciuta ed inserita nell'elenco delle Professioni regolate in Italia secondo quanto indicato nel QTI in riferimento al Qualifications Framework for the European Higher Education Area.
In attesa di cortese riscontro alla presente, si porgono deferenti saluti.
Con osservanza
Flora Caruso
Fino ad ora è giunta solo la risposta del Presidente Italdetectives Bernardo Ferro che riporto qui di seguito:
Preg.ma Collega,
in merito al Tuo quesito (Leggi il quesito) pervenuto a noi in data 7 Febbraio u.s. e ad altre associazioni di categoria, nonchè al M.I.U.R. ed al Ministero dell'Interno, sono a rappresentarti quanto segue :
In data 12 Aprile 2010, (l'associazione era appena nata e già contava oltre 40 iscritti sul territorio nazionale) presentammo richiesta di poter partecipare al tavolo della commissione consultiva centrale per le attività di cui all'art.134. Il nostro intento era quello di evidenziare le problematiche del settore degli Investigatori privati in quanto il D.M. 269/2010 era in fase di stesura.
L'allora dirigente responsabile del Ministero dell'Interno Viceprefetto Dott.ssa Laura Cassio ci rispose con lettera prot. n. 557/PAS.70.omissis che "Al riguardo, preso atto della costituzione di codesta associazione, si deve comunque rappresentare che l'art. 260 Quater del Dpr 153 del 04.08.2008 al punto G (,prevede che la commissione consultiva centrale sia composta “..... da non piu' di un esperto designato da ciascuna delle organizzazioni degli istituti di investigazione privata e di quelli per la raccolta delle informazioni commerciali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale ......". Conseguentemente sono state convocate la Federpol per le investigazioni private e l'Ancic per le informazioni commerciali, che, allo stato, rispondono al citato requisito”.
Da allora iniziò una battaglia continua con il Ministero.
Abbiamo fatto un incontro con il Garante della Privacy, che fu totalmente ignorato.
Abbiamo fatto un incontro sempre al Ministero dell'Interno, presente anche ANIA al fine di rivedere le cauzioni e per segnalare il crescente abusivismo dei periti assicurativi che svolgevano investigazioni senza autorizzazione.
Abbiamo scritto al prefetto TOMAO nel novembre 2012 oltre per sollecitare i tesserini, anche per richiedere di poter lavorare “in legalità”
leggi qui lettera
e....siamo stati ignorati.
Nel frattempo l'associazione in merito alle richieste dettate dal D.M. 269, al fine di tutelare i soci in primis, e la categoria tutta, si è prodigata cercando di rispettare la normativa relativa agli obblighi formativi dell'allegato G e la successiva circolare del 2012, con l'organizzazione di corsi di formazione presso gli atenei di primaria rilevanza nazionale. Abbiamo colto l'opportunità di organizzare una formazione di qualità ed evitare le eventuali sanzioni o revoche di licenza, ventilate piu' volte dalle lettere che le Prefetture inviavano ai titolari di licenza per la mancanza dell'adeguamento professionale.
A tale proposito desidero ricordarTi che abbiamo denunciato la prefettura di UDINE, per impedire una revoca di licenza per un socio e finalmente solo cosi' abbiamo RISOLTO.
Abbiamo scritto al nuovo Prefetto Marco Valentini (visibile sul n. sito) il 6 settembre u.s. proprio in merito alla convocazione avvenuta il 30 agosto per la Commissione Consultiva Centrale e ad oggi, non solo non abbiamo ricevuto risposta, ma abbiamo ricevuto la stessa lettera di convocazione inviata ad agosto.
Nell'ultima convocazione della commissione consultiva centrale sono state invitate altre associazioni oltre la solita FEDERPOL, che ormai sembra abbia un “abbonamento” con il Ministero dell'Interno, la storica CON.IPI, anche la AISS e l'APIS.
In merito a queste ultime AISS e APIS mi riservo di richiedere al capo di gabinetto del Ministro una verifica dei requisiti di rappresentanza.
Alla luce di quanto esposto la Italdetectives Association rimane, nella mia persona in qualità di Presidente e nel Segretario Nazionale, a completa disposizione di tutta la categoria, indipendentemente che siano già soci o meno, al fine di valutare qualsiasi azione si voglia intraprendere nelle sedi opportune.
Daremo la massima diffusione delle azioni che riterremo opportuno intraprendere presso sedi differenti da quelle alle quali ci siamo rivolti fino ad ora.
Cordiali Saluti
Bernardo Ferro
Presidente Italdetectives® Association
Non ci è dato sapere se sono giunte risposte anche da altri enti visto che l'unica resa pubblica è quella di Ferro, leggibile sul sito web della italdetectives (www.italdetectives.org).
Lo stesso Ferro ha reso pubblico sul profilo Facebook della sua associazione che domani incontrerà presso il suo ufficio chiunque volesse consultare le carte e avere maggiori informazioni. Sarà presente anche la Caruso.
Il sottoscritto Bernardo Ferro, in qualità di Presidente della Italdetectives Association, indice un incontro fissato per giorno 12 febbraio pv alle ore 12 invitando tutti i colleghi investigatori presso la sede dell'Associazione, sita in Roma alla Via San Quintino n.19 per affrontare e discutere in merito al problema sollevato dalla Collega Flora Caruso e con l'occasione farà prendere visione di tutta la documentazione inerente l'attività svolta dall'Associazione a sostegno e tutela della categoria ed il relativo SILENZIO delle Istituzioni.
Per tutti quei colleghi che sono impossibilitati a presenziare tale incontro possono delegare colleghi di loro fiducia.
Cordialmente.
Bernardo Ferro
Flora Caruso scrive sul suo profilo di Facebook:
Comunico che giorno 12 febbraio p.v. sarò presente all'incontro con il Presidente della Italdetectives Association insieme ad altri colleghi che condividono il quesito da me posto all'attenzione delle dovute Autorità in merito ai corsi di formazione. Per tutti coloro che sono interessati ma impossibilitati a presenziare tale incontro possono, eventualmente, delegare la sottoscritta inviando email a globalservicecf@tiscali.it . VOGLIAMO CHIAREZZA E POSSIBILITA' DI POTER DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI.
Onestamente la cosa che più mi incuriosisce sarà leggere, se mai ci sarà, la risposta di federpol e conipi, freschi di un triplice accordo insieme alla AISS di Franco Cecconi sulla formazione.
Alla luce di questo problema presentatosi con il quesito di Flora Caruso spero che il Ministero dell'Interno colga la palla al balzo per effettuare della PULIZIA MASSICCIA in un settore rovinato da truffatori, abusivi e speculatori.
A breve tornerò a scrivere un articoletto frutto di alcune ricerche messe a punto in questi mesi sui Direttivi delle Associazioni di Categoria, sui Rappresentanti del Ministero dell'Interno e sul D.M. 269/10.
La Caruso pone un quesito di seguito riportato e scaricabile al link:
Quesito inviato al MIUR, Ministero dell'Interno, Italdetectives Association, Federpol, Conipi...
... OGGETTO: Corsi di perfezionamento ai sensi del DM 269/2010 ai fini dell'adeguamento delle licenze prefettizie
La sottoscritta Flora CARUSO, titolare di licenza prefettizia n. 0040997/41.01 del 05/08/2008 rilasciata dalla Prefettura di Cosenza, relativamente a quanto in oggetto e tenuto conto delle disposizioni contenute nel DM 269/2010, pone alla cortese attenzione delle S.V. Ill.me quanto segue:
Il comma 5, dell'allegato G, del DM 269/2010 prevede la partecipazione a "corsi di perfezionamento teorico/pratico in materia di investigazioni private ad indirizzo civile, penale o di informazioni commerciali, organizzati da strutture universitarie o da centri di formazione professionale riconosciuti dalle Regioni e accreditati presso il Ministero dell'Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, secondo le procedure da questo individuate" riferito investigatori privati in possesso di titolo di polizia da meno di cinque anni e sprovvisti di laurea triennale.
Con la successiva circolare n. 557/PAS.10974.10089.D (1) REG dell'11 giugno 2012, il Ministero de quo fa riferimento alle disposizioni contenute "nei DD.MM. n. 509/1999 e n. 270/2004 in merito all'attivazione da parte delle Università di Master di I° e II° livello ai quali, così come inciso dalla circolare stessa, si accede rispettivamente con la laurea o laurea specialistica magistrale". Nel caso di specie, il Ministero non ha individuato le procedure di accreditamento per i centri di formazione professionale riconosciuti dalle Regioni al fine di erogare Corsi di Formazione Professionale erroneamente chiamati Corsi di Perfezionamento, (questi ultimi riservati esclusivamente ai possessori di Diploma di Laurea), rivolti agli investigatori privati non in possesso dei titoli di studio necessari per accedere alla formazione universitaria così come chiarito dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR) relativamente agli stessi, definendoli quali "corso di perfezionamento ed aggiornamento professionale ai sensi dell'art. 6, comma 2, lettera c) della Legge 341/90", nonchè secondo il Quadro dei Titoli Italiani del 2010 (QTI) "Diploma di Perfezionamento erogabili a possessori di Diploma di Laurea".
Nella fattispecie, la sottoscritta chiede se i corsi sostenuti a tutt'oggi dagli investigatori privati presso gli Atenei, soddisfino sia i requisiti previsti dalla norma indicata in oggetto, sia quanto disposto dalle norme del MIUR e sia per durata e contenuto, o siano da ritenersi solo come meri corsi di aggiornamento precludendo di fatto l'adeguamento richiesto dall'enunciato normativo.
La sottoscritta, altresì, rivolgendosi alle Associazioni di Categoria indicate in indirizzo chiede: come mai non hanno prestato la dovuta attenzione a quanto stabilito e contenuto nel DM 269/2010 e relativa Circolare Ministeriale dell'11/06/2012 comparato a quanto stabilito e contenuto nella Legge 341/90, art. 6, comma 2, lettera c) e Quadro dei Titoli Italiani del 2010? E' risaputo che uno dei primi obiettivi che si prefigge una qualsiasi associazione di categoria sia proprio quello della tutela dei propri associati e professionisti tutti.
Infine, la sottoscritta si auspica che a far data dal 16 marzo p.v., data ultima per l'adeguamento alla norma, la professione dell'investigatore privato sia almeno riconosciuta ed inserita nell'elenco delle Professioni regolate in Italia secondo quanto indicato nel QTI in riferimento al Qualifications Framework for the European Higher Education Area.
In attesa di cortese riscontro alla presente, si porgono deferenti saluti.
Con osservanza
Flora Caruso
Fino ad ora è giunta solo la risposta del Presidente Italdetectives Bernardo Ferro che riporto qui di seguito:
Preg.ma Collega,
in merito al Tuo quesito (Leggi il quesito) pervenuto a noi in data 7 Febbraio u.s. e ad altre associazioni di categoria, nonchè al M.I.U.R. ed al Ministero dell'Interno, sono a rappresentarti quanto segue :
In data 12 Aprile 2010, (l'associazione era appena nata e già contava oltre 40 iscritti sul territorio nazionale) presentammo richiesta di poter partecipare al tavolo della commissione consultiva centrale per le attività di cui all'art.134. Il nostro intento era quello di evidenziare le problematiche del settore degli Investigatori privati in quanto il D.M. 269/2010 era in fase di stesura.
L'allora dirigente responsabile del Ministero dell'Interno Viceprefetto Dott.ssa Laura Cassio ci rispose con lettera prot. n. 557/PAS.70.omissis che "Al riguardo, preso atto della costituzione di codesta associazione, si deve comunque rappresentare che l'art. 260 Quater del Dpr 153 del 04.08.2008 al punto G (,prevede che la commissione consultiva centrale sia composta “..... da non piu' di un esperto designato da ciascuna delle organizzazioni degli istituti di investigazione privata e di quelli per la raccolta delle informazioni commerciali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale ......". Conseguentemente sono state convocate la Federpol per le investigazioni private e l'Ancic per le informazioni commerciali, che, allo stato, rispondono al citato requisito”.
Da allora iniziò una battaglia continua con il Ministero.
Abbiamo fatto un incontro con il Garante della Privacy, che fu totalmente ignorato.
Abbiamo fatto un incontro sempre al Ministero dell'Interno, presente anche ANIA al fine di rivedere le cauzioni e per segnalare il crescente abusivismo dei periti assicurativi che svolgevano investigazioni senza autorizzazione.
Abbiamo scritto al prefetto TOMAO nel novembre 2012 oltre per sollecitare i tesserini, anche per richiedere di poter lavorare “in legalità”
leggi qui lettera
e....siamo stati ignorati.
Nel frattempo l'associazione in merito alle richieste dettate dal D.M. 269, al fine di tutelare i soci in primis, e la categoria tutta, si è prodigata cercando di rispettare la normativa relativa agli obblighi formativi dell'allegato G e la successiva circolare del 2012, con l'organizzazione di corsi di formazione presso gli atenei di primaria rilevanza nazionale. Abbiamo colto l'opportunità di organizzare una formazione di qualità ed evitare le eventuali sanzioni o revoche di licenza, ventilate piu' volte dalle lettere che le Prefetture inviavano ai titolari di licenza per la mancanza dell'adeguamento professionale.
A tale proposito desidero ricordarTi che abbiamo denunciato la prefettura di UDINE, per impedire una revoca di licenza per un socio e finalmente solo cosi' abbiamo RISOLTO.
Abbiamo scritto al nuovo Prefetto Marco Valentini (visibile sul n. sito) il 6 settembre u.s. proprio in merito alla convocazione avvenuta il 30 agosto per la Commissione Consultiva Centrale e ad oggi, non solo non abbiamo ricevuto risposta, ma abbiamo ricevuto la stessa lettera di convocazione inviata ad agosto.
Nell'ultima convocazione della commissione consultiva centrale sono state invitate altre associazioni oltre la solita FEDERPOL, che ormai sembra abbia un “abbonamento” con il Ministero dell'Interno, la storica CON.IPI, anche la AISS e l'APIS.
In merito a queste ultime AISS e APIS mi riservo di richiedere al capo di gabinetto del Ministro una verifica dei requisiti di rappresentanza.
Alla luce di quanto esposto la Italdetectives Association rimane, nella mia persona in qualità di Presidente e nel Segretario Nazionale, a completa disposizione di tutta la categoria, indipendentemente che siano già soci o meno, al fine di valutare qualsiasi azione si voglia intraprendere nelle sedi opportune.
Daremo la massima diffusione delle azioni che riterremo opportuno intraprendere presso sedi differenti da quelle alle quali ci siamo rivolti fino ad ora.
Cordiali Saluti
Bernardo Ferro
Presidente Italdetectives® Association
Non ci è dato sapere se sono giunte risposte anche da altri enti visto che l'unica resa pubblica è quella di Ferro, leggibile sul sito web della italdetectives (www.italdetectives.org).
Lo stesso Ferro ha reso pubblico sul profilo Facebook della sua associazione che domani incontrerà presso il suo ufficio chiunque volesse consultare le carte e avere maggiori informazioni. Sarà presente anche la Caruso.
Il sottoscritto Bernardo Ferro, in qualità di Presidente della Italdetectives Association, indice un incontro fissato per giorno 12 febbraio pv alle ore 12 invitando tutti i colleghi investigatori presso la sede dell'Associazione, sita in Roma alla Via San Quintino n.19 per affrontare e discutere in merito al problema sollevato dalla Collega Flora Caruso e con l'occasione farà prendere visione di tutta la documentazione inerente l'attività svolta dall'Associazione a sostegno e tutela della categoria ed il relativo SILENZIO delle Istituzioni.
Per tutti quei colleghi che sono impossibilitati a presenziare tale incontro possono delegare colleghi di loro fiducia.
Cordialmente.
Bernardo Ferro
Flora Caruso scrive sul suo profilo di Facebook:
Comunico che giorno 12 febbraio p.v. sarò presente all'incontro con il Presidente della Italdetectives Association insieme ad altri colleghi che condividono il quesito da me posto all'attenzione delle dovute Autorità in merito ai corsi di formazione. Per tutti coloro che sono interessati ma impossibilitati a presenziare tale incontro possono, eventualmente, delegare la sottoscritta inviando email a globalservicecf@tiscali.it . VOGLIAMO CHIAREZZA E POSSIBILITA' DI POTER DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI.
Onestamente la cosa che più mi incuriosisce sarà leggere, se mai ci sarà, la risposta di federpol e conipi, freschi di un triplice accordo insieme alla AISS di Franco Cecconi sulla formazione.
Alla luce di questo problema presentatosi con il quesito di Flora Caruso spero che il Ministero dell'Interno colga la palla al balzo per effettuare della PULIZIA MASSICCIA in un settore rovinato da truffatori, abusivi e speculatori.
A breve tornerò a scrivere un articoletto frutto di alcune ricerche messe a punto in questi mesi sui Direttivi delle Associazioni di Categoria, sui Rappresentanti del Ministero dell'Interno e sul D.M. 269/10.
martedì 10 settembre 2013
Ministero dell'Interno - Commissione Consultiva Centrale
Finite le ferie è periodo di riprendere i lavori. Con l'autunno cadono date importanti, tra l'evento più importante ci sono le nomine per la Commissione Consultiva Centrale.
Oggi vorrei segnalare un'interessante lettera del Presidente della Italdetectives in merito alla Commissione Consultiva Centrale.
Ricordiamo che il nuovo Prefetto è il dott. Marco Valentini che sostituisce il dott. Gianfranco Tomao.
Link alla lettera: Clicca
domenica 5 maggio 2013
Si vendeva i dati del Ministero. Poliziotto infedele in manette
Si vendeva i dati del Ministero. Poliziotto infedele in manette
Ai domiciliari l'investigatore e presidente regionale della Federpol, Paolo Carbone, titolare dell'agenzia Tony Ponzi. Era lui che commissionava le interrogazioni ai database della polizia all'agente della Direzione Centrale dell'Immigrazione in cambio di “una mancetta”. Coinvolto anche un poliziotto della Questura sottoposto ad obbligo di firma. L'accusa è “accesso abusivo ai sistemi informatici in uso alle forze di Polizia, e divulgazione di informazioni sottoposte a segreto”
Martedì, 16 aprile 2013 - 13:32:00
di Claudio Roma
Ora nei guai ci sono due agenti di Polizia. Il primo, F.L.L.C. Si è visto di buon ora bussare alla porta di casa i colleghi che gli hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Roma. L'accusa è pesante: “Accesso abusivo ai sistemi informatici in uso alle forze di Polizia, e divulgazione di informazioni sottoposte a segreto”. La Procura che ha seguito per diverso tempo il lavoro dell'uomo, e ha registrato tutti i suoi accessi al sistema. Per cercare di lasciare meno tracce possibili, il poliziotto infedele aveva coinvolto nel “giochetto redditizio”, anche un collega della Questura, l'assistente capo M.L.B., nei cui confronti è stato emesso, invece, un provvedimento di obbligo di firma.
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| Paolo Carbone |
Insieme a Carbone, un collega di una seconda agenzia di cui non sono state rese note le generalità è stato sottoposto all'obbligo di firma.
sabato 4 maggio 2013
Conclusa la battaglia della Italdetectives contro la Procura di Udine
Con piacere ho appreso dal sito della Italdetectives che si è conclusa la battaglia contro la Procura di Udine. Questo blog si unisce alla gioia di Mainardis per la grandiosa vittoria! A tal proposito viene riportata la lettera di Mainardis pubblicata dal Presidente Ferro sul sito dell'Associazione:
"LETTERA APERTA ALL’ASSOCIAZIONE
Grazie!!!!!!!!!
Questa è la prima parola che mi viene da dirvi adesso che il sole è di nuovo comparso per me all’orizzonte!!!
Grazie all’Associazione, nella figura del nostro Presidente Bernardo FERRO,che mi è stato veramente accanto in tutte le fasi di questa lunga battaglia incoraggiandomi e sostenendomi quando le forze venivano a scemare e non si vedevano soluzioni .-
Grazie a tutta la Segreteria, con la quale quasi quotidianamente e a qualsiasi ora avevo contatti per consigli e forse per sentire una parola di incoraggiamento.-
Grazie all’Avv.to Annunziata D’AMBRA per l’umanità, la professionalità e l’impegno con il quale ha seguito e risolto tutta la vicenda sacrificandosi al punto di affrontare un lungo viaggio in treno da Catanzaro a Udine pur di giungere alla conclusione di questa storia.-
Grazie a tutti i Soci che mi sono stati a fianco e mi hanno fatto sentire veramente parte di una grande famiglia!
Ho fatto parte di diverse associazioni, ma senza tema di smentite, mai nessuno si era interessato in questo modo per un socio.-
Sono veramente orgoglioso di far parte della Italdetectives Association!!
Spero che a nessun altro collega possa accadere quanto a me è successo, ma la cosa non è certo improbabile!
Solo avendo vicino un'Associazione seria si può sperare che queste cose non accadano!
Un abbraccio a tutti voi e...grazie di nuovo!!!
Gianni MAINARDIS"
Link diretto alla lettera: http://www.italdetectives.org/index.php?option=com_content&view=article&id=215:lettera-aperta&catid=12&Itemid=105
"LETTERA APERTA ALL’ASSOCIAZIONE
Grazie!!!!!!!!!
Questa è la prima parola che mi viene da dirvi adesso che il sole è di nuovo comparso per me all’orizzonte!!!
Grazie all’Associazione, nella figura del nostro Presidente Bernardo FERRO,che mi è stato veramente accanto in tutte le fasi di questa lunga battaglia incoraggiandomi e sostenendomi quando le forze venivano a scemare e non si vedevano soluzioni .-
Grazie a tutta la Segreteria, con la quale quasi quotidianamente e a qualsiasi ora avevo contatti per consigli e forse per sentire una parola di incoraggiamento.-
Grazie all’Avv.to Annunziata D’AMBRA per l’umanità, la professionalità e l’impegno con il quale ha seguito e risolto tutta la vicenda sacrificandosi al punto di affrontare un lungo viaggio in treno da Catanzaro a Udine pur di giungere alla conclusione di questa storia.-
Grazie a tutti i Soci che mi sono stati a fianco e mi hanno fatto sentire veramente parte di una grande famiglia!
Ho fatto parte di diverse associazioni, ma senza tema di smentite, mai nessuno si era interessato in questo modo per un socio.-
Sono veramente orgoglioso di far parte della Italdetectives Association!!
Spero che a nessun altro collega possa accadere quanto a me è successo, ma la cosa non è certo improbabile!
Solo avendo vicino un'Associazione seria si può sperare che queste cose non accadano!
Un abbraccio a tutti voi e...grazie di nuovo!!!
Gianni MAINARDIS"
Link diretto alla lettera: http://www.italdetectives.org/index.php?option=com_content&view=article&id=215:lettera-aperta&catid=12&Itemid=105
venerdì 3 maggio 2013
Ecco un altro genio...
Articolo tratto da http://www.demetragroup.net/1/abusivi_impostori_2439205.html
"
Cronaca de "LA STAMPA" di TORINO del 05/04/'13.
Falso ufficiale antidroga sale in cattedra nelle scuole
Una milizia fasulla per gli incontri organizzati nelle scuole
Con una divisa di fantasia faceva inchieste abusive sugli studenti Denunciati anche 30 collaboratori
Questa è la storia incredibile di Massimo Ibba, 42 anni, arrestato per bancarotta fraudolenta nel 2010, ora Direttore Generale dell’Agenzia Noas (Nucleo operativo antidroga e sicurezza scolastica), sorpreso dalla polizia, in divisa da alto ufficiale, con colori e fregi simili a quelli della Guardia di finanza, poco prima di una conferenza in una scuola, l’Enaip di Grugliasco, via Somalia 1. Adesso è indagato dal pm Vito Destito per una lunga serie di reati penali. Denunciati anche 30 «agenti» Noas, tra cui numerose donne.
Lampeggiante e manette
Ad accoglierlo a scuola, la mattina del 26 marzo, la preside in persona, Monica Costanzo. Lui che arriva a bordo di un’Alfa 159 con i colori d’istituto grigio-verdi, una deca sul muso e sul cofano. Sigla: AN-01. Sul sito dell’agenzia Noas, compaiono anche le immagini di due auto-pattuglie, due Mito bianco-blu, taroccate con il photoshop. E scorrono le immagini di una centrale operativa, con una selva di video collegati a chissà cosa . Gli agenti del Direttore Generale, che s’è ispirato alla struttura gerarchica della Cia, pagavano 350 euro per iscrizione.
Trenta agenti indagati
Tra loro guardie giurate, istruttori di arti marziali, body guard, addetti alla sicurezza di locali. Avevano placche di identificazione simili a quelle della polizia; giubbotti anti-proiettili; manette e divise con i gradi relativi. Ibba millantava rapporti con i Servizi Segreti e misteriose collaborazioni con le forze dell’ordine, snocciolando brillanti operazioni anti-crimine. Mai avvenute.
Forse si stava apprestando ad aprire altre «caserme», in tutta Italia, della sua milizia personale, completamente apolitica ma attenta al business della sicurezza.
«Beagle» emulo di Rex
Tra farsa e dramma. La Noas aveva pure l’unità cinofila anti-droga: il beagle di famiglia trasformato in segugio ma solo durante le «lezioni» agli ignari studenti di Grugliasco e ai bimbi delle Elementari di Cuceglio, nel Canavese. Il dramma invece, riguarda l’indagine condotta all’interno dell’Enaip per individuare eventuali spacciatori e consumatori tra i minori. La polizia del commissariato San Paolo ha sequestrato decine di schede personali dei ragazzi, videofilm che riprendono i minori, realizzati da otto detective della Noas travestiti da elettricisti. La preside sarà sentita come testimone per ricostruire tutti i passaggi.
«Invisibili ma presenti»
Il Noas ha un logo che ricorda alla lontana uno simile adottato anni fa dalla polizia: un dragone in oro su campo blu, fronde di alloro ai lati e il motto: «Invisibili ma presenti». Ibba si vantava di avere amicizie con polizia e carabinieri ma soprattutto con investigatori d’altissimo profilo. Secondo motto: Age quod Agis, fai bene quanto stai facendo. Seguono, sul profilo facebook, citazioni impegnative: «Non importa il colore o i gradi che indossi nella divisa, ma ciò che conta è quello che hai dentro. Questo è un servitore dello Stato Italiano». Parole sante. E un programma impegnativo: «Il Noas ha il compito di ricercare ed elaborare tutte le informazioni utili alla difesa del minore in ambito scolastico e ricreativo».
Nel mirino di «Striscia»
Massimo Ibba è però l’ex manager della Maxibba Communication, più volte nel mirino di «Striscia la notizia». Prometteva monitor nei bar e nei ristoranti, collegamento a banda larga per alimentare il ciclo continuo di pubblicità da mandare in onda, spesa da 2 mila euro e incassi promessi da 400 euro al mese. Risultato: azienda fallita, soldi spariti, dipendenti a casa.
Ibba finì in carcere. L’avventura del Noas sembrerebbe iniziare nel 2009, con un «attento studio delle problematiche legate alla droga e alla tutela dei minori». Superato l’infortunio della «Maxibba», il manager (che ha una laurea in psicologia conseguita - dice lui - negli Usa) s’è dedicato all’Agenzia. E’ socio e amministratore - dice sempre lui - di Spotinvest, Fondi Immobiliari Privati Italiani, Association Invest Group, Img immobiliare, Nuova Edil Costruzioni, Direttore Generale de La Rosa Gialla, Guest Funeral House, Media Event, Training School Of Management. Nel portafoglio anche una ditta di abbigliamento, la Blm, cioè «Baciamo le mani». Chiude il vicequestore Elena Manti: «Indagini ancora lunghe, molto ancora da scoprire».
"
lunedì 4 marzo 2013
Continua la battaglia della Italdetectives nei confronti della Prefettura di Udine
Con piacere mi sono trovato a leggere un nuovo atto dello spiacevole caso che vede coinvolto un socio della Italdetectives e il capo di gabinetto Dott.ssa Maria Rita Coluccia.
Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di intraprendere una battaglia contro quelle istituzioni che troppe volte abusano del loro potere.
Anche se non sono coinvolto nella vicenda ringrazio il socio della Italdetectives Gianni Mainardis ed il Presidente della Italdetectives Dott. Ferro per aver creato un precedente.
Va tutto il mio sostegno al Sig. Gianni che con la sua denuncia ha dimostrato di voler cambiare il Paese e il mal costume Italiano!
Per dovere di cronaca vi riporto la denuncia:
E' possibile anche scaricare l'originale dal sito della Italdetectives: Scarica la denuncia in originale
Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di intraprendere una battaglia contro quelle istituzioni che troppe volte abusano del loro potere.
Anche se non sono coinvolto nella vicenda ringrazio il socio della Italdetectives Gianni Mainardis ed il Presidente della Italdetectives Dott. Ferro per aver creato un precedente.
Va tutto il mio sostegno al Sig. Gianni che con la sua denuncia ha dimostrato di voler cambiare il Paese e il mal costume Italiano!
Per dovere di cronaca vi riporto la denuncia:
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI UDINE
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Il sottoscritto Mainardis Gianni, nato a Tolmezzo (Udine) il
24.06.1954 e ivi residente in via Grimacco nr 38,
ESPONGO QUANTO SEGUE
Sono titolare dell’impresa individuale denominata “Security
Dealer”, corrente in Udine alla via del Cotonificio 94/B, che nello
specifico si occupa di svolgere attività investigativa sia in ambito
civile che penale. Il tutto in forza di una regolare licenza
d’investigazione concessa dal Prefetto di Udine in data 20.05.2009
con Prot. N. 25039/209. In data 26 aprile 2010, presentavo alla
Prefettura de qua, richiesta di estensione della su citata licenza
affinchè potessi risultare iscritto nel registro prefettizio del
personale addetto ai servizi di controllo delle attività di
intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in
pubblici esercizi, per come stabilito dalla L.94/09 e dal D.M.
6.10.09. Purtroppo, in data 29.03.12, solo dopo due anni,
ricevevo risposta dalla Prefettura in cui veniva fatto presente che i
servizi di intrattenimento e di spettacolo rientravano tra le
attività di cui al D.M. 269/2010, e che quindi necessitavano di una
specifica autorizzazione, aggiungendo testualmente: Allo stato
attuale le licenze intestate alla S.V. non autorizzano lo svolgimento
di dette attività…..Al riguardo si precisa che questa Prefettura
non ha ancora adottato formale provvedimento di rigetto della
predetta istanza, in attesa dell’adeguamento delle licenze alle
norme del D.M. 1 dicembre 2010 n. 269, nel frattempo intervenuto e
che come noto ha profondamente innovato il settore degli istituti
autorizzati ai sensi dell’art. 134 TULPS….”. Mi
apprestavo ad adeguarmi a quanto richiesto dal D.M. 269/10 ma,
nonostante ciò, in data 25.05.012, la Prefettura, nella persona
della Dott. Maria Rita Coluccia mi comunicava il preavviso di rigetto
ex art. 10 bis L. 241/90, precisando che nonostante la richiesta di
estensione della licenza di cui al 134 TULPS, non possedevo i
requisiti professionali minimi di cui all’allegato G del DM 26/10 e
che, pertanto, era stato avviato un procedimento per il respingimento
della estensione delle licenze di attività di cui al punto IV
dell’art. 5 del D.M. 269/10. Ho immediatamente provveduto a
contestare l’assunto della Prefettura mediante l’intervento,
dapprima, dell’avv. Calzolari che con missive, rispettivamente, del
02.07.12 e del 17.08.12, rilevava l’illegittimità e l’infondatezza
della “assurda” motivazione ostativa al rilascio della estensione
della licenza e spiegava come invece io avessi diritto ad ottenere la
stessa; poi con l’intervento dell’avv. D’Ambra che, con missiva
del 10.02.13 chiedeva una sollecita soluzione alla situazione di
stallo che si era venuta a creare, sottolineando che la stessa stava
causandomi enormi danni a livello economico-imprenditoriale. Infatti,
dal 2010 ad oggi, a causa della situazione sopra descritta, non posso
assolutamente svolgere la mia attività di investigatore, questo però
non mi esime dai precisi impegni e obblighi economici scaturenti dai
costi fissi che la mia attività comporta. Nello specifico sono
costretto a pagare comunque le numerose persone che attualmente si
trovano alle dipendenze della mia ditta. Senza parlare poi dei costi
con gli enti previdenziali, assistenziali, dei problemi con le banche
ed altro ancora. Poichè ritengo che il comportamento adottato dalla
Prefettura di Udine nella persona del Prefetto p.t., sia irrispettoso
nei confronti della legge nonché nei confronti della mia persona,
con il presente atto dichiaro di proporre, come in effetti propongo
formale
QUERELA
contro la Prefettura di Udine, nella persona del Prefetto p.t., con
sede in via della Prefettura n. 16, chiedendo che si proceda
penalmente nei suoi confronti per il reato di omissione di atti
d’ufficio di cui all’art. 328 c.p., e per tutti i reati che
possono ravvisarsi dai fatti suesposti.
Con la presente intendo eleggere domicilio, per il suesposto
procedimento penale, presso lo studio dell’avv. ANNUNZIATA D’AMBRA,
sito in Catanzaro, alla via Amalfi n. 1, telefono 0961/737901;
pec:studiolegaledambra@pec.it.
Con riserva di costituirmi parte civile nell'instaurando
procedimento.
Ai sensi dell'art. 408, II° comma c.p.p. chiedo di essere avvisato
nel caso in cui venisse richiesta l'archiviazione della presente
notizia reato.
Catanzaro 28 febbraio 2013
In fede
E' possibile anche scaricare l'originale dal sito della Italdetectives: Scarica la denuncia in originale
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